DIRITTI, DEMOCRAZIA, PACE
DIRITTI, DEMOCRAZIA, PACE
“Per poter cambiare la scuola occorre per prima cosa un esercizio di pensiero” (Riccardo Massa)
ESERCIZI DI PENSIERO/2025-17 (in prestito)
DIRITTI, DEMOCRAZIA, PACE
Diritti universali dell’uomo, democrazia e pace (insieme a libertà, eguaglianza, giustizia e fraternità) sono momenti necessari dello stesso movimento storico connessi e interagenti.
Le riflessioni di Norberto Bobbio, che dialoga con Immanuel Kant, rappresentano sempre un fondamentale riferimento per capire il tempo in cui viviamo e orientare le nostre azioni (anche a scuola).
«Un trattato di pace non può valere come tale se viene fatto con la segreta riserva di materia per una futura guerra.
Infatti, se così fosse, si tratterebbe soltanto di una tregua e non di pace, che significa la fine di tutte le ostilità, e a cui aggiungere perpetuo è già un sospetto pleonasmo. Le cause di una futura guerra già presenti, pur se al momento non sono forse note agli stessi partecipanti, vengono tutte annullate dal trattato di pace, per quanto poi un’abile ricerca riesca a scovarne cavillosamente nei documenti d’archivio»[1].
«Il problema [dei diritti dell’uomo] è strettamente connesso a quello della democrazia e a quello della pace […]. Il riconoscimento e la protezione dei diritti dell’uomo stanno alla base delle istituzioni democratiche moderne. La pace è, a sua volta, presupposto necessario per il riconoscimento e l’effettiva protezione dei diritti dell’uomo nei singoli stati e nel sistema internazionale. Nello stesso tempo il processo di democratizzazione del sistema internazionale, che è la via obbligata per il perseguimento dell’ideale della “pace perpetua”, nel senso Kantiano della parola, non può andare innanzi senza una graduale estensione del riconoscimento e della protezione dei diritti dell’uomo al di sopra dei singoli stati. Diritti dell’uomo, democrazia e pace sono tre momenti necessari dello stesso movimento storico: senza diritti dell’uomo riconosciuti e protetti non c’è democrazia; senza democrazia non vi sono le condizioni minime per la soluzione pacifica dei conflitti […]. La democrazia è la società dei cittadini, e i sudditi diventano cittadini quando vengono loro riconosciuti alcuni diritti fondamentali; ci sarà pace stabile, una pace che non ha la guerra come alternativa, solo quando ci saranno cittadini non più soltanto di questo o di quello stato ma del mondo»[2].
«Noi siamo stati abituati a vedere nell’uomo democratico l’opposto dell’uomo aristocratico: oggi è tra di noi un altro nemico della democrazia, l’uomo massificato, costruito, come in uno stampo, dall’influenza pervasiva, insistente, ossessiva delle comunicazioni di massa. Non il Signore, ma al contrario il servo contento, contento perché non sa di essere un servo»[3].
Nella riflessione di Bobbio non vi può essere democrazia, necessaria alla pace perpetua, senza cittadini, portatori di diritti, che possiedano gli strumenti e la consapevolezza indispensabili per farla vivere e crescere.
La democrazia è protetta e garantita solo dalla consapevole, intransigente e cocciuta risolutezza della grande maggioranza dei cittadini, stretti attorno alla cultura dei limiti dei poteri, del principio della responsabilità e del primato della legalità e dello Stato di diritto
La democrazia non si insegna, però la scuola non può rinunciare all’idea di poter partecipare, proprio con la cultura democratica, a costruirla.
Domenico Chiesa
(24 ottobre 2025)
[1]Kant Immanuel, Per la pace perpetua, Feltrinelli, Milano 2024 p. 45
[2]Bobbio Norberto, L’età dei diritti, Einaudi, Torino,1990 pp. VII-VIII
[3]Dalla relazione di Norberto Bobbio in occasione dell’inaugurazione del Centro per l’educazione a Torino il 17 maggio 1990 (in Giardiello Gianni, Educazione democratica, Impremix, Torino, 2024 p. 216)

