NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI 2025...NUOVI LIBRI DI TESTO (O ADOZIONI ALTERNATIVE)? Riportiamo al centro la nostra professionalità
NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI 2025...NUOVI LIBRI DI TESTO (O ADOZIONI ALTERNATIVE)? Riportiamo al centro la nostra professionalità
La settimana scorsa hanno cominciato a fare capolino nei corridoi e nelle aule insegnanti i rappresentanti editoriali per proporre ai docenti i nuovi libri di testo "in linea con le Nuove Indicazioni nazionali".
La rapidità con cui le case editrici hanno modificato i manuali delle classi prime del primo ciclo, presumibilmente prima che le Nuove indicazioni nazionali entrassero in vigore, lascia stupiti. Le nuove norme, infatti, sono state approvate a dicembre dello scorso anno e sono entrate in vigore in questo mese di febbraio.
L'entrata in vigore delle "Nuove Indicazioni nazionali" vincola già per l'anno scolastico 2026/2027 i docenti ad adottare i nuovi testi, ancor prima che le Commissioni per il curricolo abbiano completato l'aggiornamento del Curricolo verticale d'istituto. Questo documento, attraverso cui si realizza l'autonomia didattica riconosciuta dalla legge a ogni istituzione scolastica, periodicamente dovrebbe essere sottoposto a revisione da parte della commissione di docenti che ne ha cura. La manutenzione del curricolo dovrebbe essere una pratica abituale nelle scuole per venire incontro ai cambiamenti che ogni istituto, nella scuola dell'autonomia, individua per migliorare l'offerta formativa e fare fronte a nuovi bisogni emersi dal fare scuola.
Riteniamo improvvida questa accelerazione imposta dalle case editrici, ma riteniamo che il momento della scelta dei nuovi manuali quest'anno possa essere l'occasione per prendere in considerazione l'adozione alternativa al libro di testo, sempre possibile e prevista dalla normativa scolastica.
A chi invece vorrà scegliere il nuovo manuale, ricordiamo che il libro di testo non è la base della programmazione didattica, ma lo è invece il curricolo. Il libro di testo è uno strumento didattico tra i tanti che ogni docente ha a disposizione per insegnare.
Centrale deve ritornare a essere la nostra professionalità nel fare scuola.
Per aiutare nella riflessione su questo tema, ricondividiamo le parole di Caterina Gammaldi (CIDI di Cosenza):
I nuovi libri di testo di storia (e non solo)
Abbiamo tutti letto il Decreto Ministeriale n. 221/25 a cui sono allegate le N.I. che andranno in vigore, progressivamente, dal 2026/27 limitatamente alle classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, decreto vigente dallo scorso 11 febbraio (meno di una settimana fa). Una scelta che impone alcune riflessioni a partire dall’adozione dei libri di testo.
Mi soffermo sulla Storia senza entrare nel merito dei contenuti proposti dagli editori in linea con i “nuovi programmi”. Così vengono definite le N.I. per incoraggiare le nuove adozioni.
Faccio una prima riflessione sulla “tempestività” di una scelta che è raccomandata agli insegnanti. Mi dicono che le sale insegnanti sono piene di nuovi libri di testo “conformi”.
Certo, il testo del decreto circolava già dal prescritto parere del CSPI, ma è stato emanato solo nel dicembre scorso ed è vigente da qualche giorno. Maliziosamente osservo che gli autori sono stati messi al lavoro prima che fosse approvata la norma, a meno che non siamo di fronte a un fenomeno (scrivere un libro non mi pare possibile in tempi cosi brevi) che si materializza in un baleno. Forse gli editori e gli autori si sono sentiti rassicurati dalle tantissime dichiarazioni del ministro (ad esempio quella che le Indicazioni non sarebbero cambiate nonostante le consultazioni) fin dal marzo scorso.
Sappiamo tutti (spero) che i libri di testo sono strumenti e quando sono curati da storici, da esperti di didattica (nel caso specifico della storia) sono particolarmente curati dal punto di vista storiografico, della narrazione storica e con una particolare attenzione all’impianto metodologico – didattico.
Così non ci pare accada in questo frangente. Richiamo alla memoria (di chi dimentica in fretta) le critiche degli storici, delle associazioni disciplinari e professionali al nuovo impianto culturale ideologico delle N.I. regolato dal primato dell’Occidente e dell’identità nazionale, in cui prevale soprattutto l’idea che non sono Indicazioni per il curricolo, ma veri e propri Programmi finalizzati a proporre un'altra storia.
Suggerisco, a riguardo, di rileggere le N.I.: le conoscenze vanno intese come suggerimenti e non possono trasformarsi in prescrittive, ignorando persino le acquisizioni in materia di ricerca storica e di ricerca educativa. Tutti sappiamo che sono prescrittivi le finalità, gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze, i traguardi di competenza. Contenuti, organizzazione, metodi e valutazione spettano alle scuole e agli insegnanti a meno che non si intenda fraintendere il concetto stesso di curricolo o quello di “indicazione”.
A me, vecchia insegnante di storia, hanno insegnato che “pensare storicamente” (grazie, fra gli altri, a Ivo Mattozzi e Antonio Brusa) richiede particolare attenzione alle fonti disponibili, che, invece, le N.I. non considerano adatte in giovane età preferendo un approccio narrativo e ideologico.
Inoltre, va considerato che non sono cambiate le norme in materia di adozione che non sono dettate dai possibili cambiamenti in corsa.
All’adozione dei libri di testo (è prevista anche una possibile alternativa) procedono i docenti. dopo analisi attenta e consultazione dei genitori, valutando il merito e i costi. Se le regole sono cambiate qualcuno lo dica chiaramente alle scuole e agli insegnanti.
Caterina Gammaldi
(post di Facebook, 16 febbraio 2026)
Ricordiamo il webinar del CIDI Cosenza dal titolo "Indicazioni nazionali per il curricolo Scuola dell'infanzia e scuole del Primo ciclo di istruzione 2012-2025", che si terrà lunedì 23 febbraio, ore 17.00 (LOCANDINA).

