TAVOLO SCUOLA DEMOCRATICA DEL PIEMONTE: MOBILITAZIONE NAZIONALE DIFFUSA, Torino, Piazza Palazzo di città, 18 OTTOBRE

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18 OTTOBRE

MOBILITAZIONE NAZIONALE DIFFUSA

TORINO - PIAZZA PALAZZO DI CITTA', DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 18.00

9 OTTOBRE

SEMINARIO ONLINE - NON NELLA MIA SCUOLA

ORE 17.30 - 19.00

 
Il Cidi Torino - Aps aderisce alla mobilitazione nazionale diffusa del 18 ottobre promossa dalle associazioni del Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica.
Il 10 settembre 2025 si è costituito in Piemonte il Tavolo Scuola Democratica del Piemonte, promosso dalle sedi territoriali di CIDI, MCE, Proteo Fare Sapere, FLC CGIL Torino e FLC CGIL Piemonte.
 
Il Tavolo Scuola Democratica del Piemonte organizza il 18 ottobre a Torino, in Piazza Palazzo di Città un'iniziativa pubblica di mobilitazione diffusa che rimetta al centro la scuola per la democrazia, coinvolgendo studentesse e studenti, genitori, associazioni, cittadine e cittadini. (COMUNICATO)
 
Vi aspettiamo dalle ore 15.00 alle ore 18.00 per fare rete e dare insieme voce e parole al dissenso verso le Nuove indicazioni nazionali e le politiche sulla scuola!
 
(da stampare e portare nelle scuole, da diffondere tra i propri contatti)
 
 
IN PREPARAZIONE DELLA MOBILITAZIONE DEL 18 OTTOBRE
 
SEMINARIO ONLINE
organizzato dal Forum per l'educazione e la scuola del Piemonte

NON NELLA MIA SCUOLA

9 OTTOBRE, ORE 17.30 - 19.00
 
 
 

LETTERA APPELLO ALLA SOCIETA' CIVILE DEL TAVOLO NAZIONALE PER LA SCUOLA DEMOCRATICA

Chi siamo

Siamo il Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica, una rete di soggetti collettivi impegnati nel mondo dell’educazione: scuole, università, ricerca, associazioni e terzo settore. Siamo diversi per storie e identità, ma uniti da un obiettivo comune: tutelare e promuovere il diritto all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, dalla prima infanzia all’età adulta. Con la stessa passione difendiamo il lavoro quotidiano di chi educa, insegna, accompagna la crescita delle persone e della società.

Lo scorso 2 aprile, presso l’Università Roma Tre, abbiamo organizzato una giornata di confronto con oltre mille partecipanti, per discutere delle Indicazioni nazionali 2025. Le riflessioni emerse sono confluite nel documento Per una scuola democratica e costituzionale. Critiche alle Indicazioni 2025, presentato alla Camera dei Deputati il 17 aprile, in cui denunciamo la pericolosa regressione della cultura democratica della scuola e del Paese operata dall’attuale Ministero.

Perché questo appello?

Perché è il momento di alzare la voce.

La scuola è molto più di un’istituzione: è il cuore pulsante della democrazia, lo spazio dove si costruisce uguaglianza, cittadinanza, coscienza critica. È un bene comune, non una proprietà di governi o partiti.

Oggi questo spazio è in pericolo. Politiche scolastiche autoritarie e regressive stanno minando i principi costituzionali di una scuola aperta, inclusiva, partecipata. Ecco perché ci rivolgiamo a voi: cittadine e cittadini, studenti, insegnanti, famiglie, amministrazioni, realtà culturali e sociali.

È il momento di unirsi. È il momento di scegliere da che parte stare.

Cosa sta accadendo alla scuola?

La revisione delle Indicazioni nazionali del primo e secondo ciclo vuole cancellare la cornice culturale della scuola democratica fondata su progettazione, ricerca e autonomia. Ma l’attacco alla scuola democratica è cominciato a ottobre 2022 con:

  • le nuove linee guida per l’educazione civica incentrate sull’individuo come imprenditore di se stesso, difensore della proprietà privata piuttosto che del bene comune;
  • la riforma della filiera tecnico-professionale che piega la scuola alle esigenze delle aziende;
  • il ddl sull’obbligo del consenso informato che minaccia libertà d’insegnamento e autonomia scolastica, e priva i giovani del loro diritto a un’educazione sessuo-affettiva;
  •  il ritorno a una valutazione classificatoria e sanzionatoria con il ripristino dei giudizi sintetici nella scuola primaria.

Questi interventi promuovono un modello trasmissivo, gerarchico, selettivo: una scuola del “programma da svolgere”, del merito individuale, funzionale alle logiche aziendaliste. Si abbandona l’idea di una cittadinanza planetaria per ripiegare su un’educazione che esalta l’identità nazionale, i confini, l’ordine e l’obbedienza.

Contro questo modello di scuola abbiamo espresso in più occasioni – pubblicamente e con lettere al Presidente della Repubblica, a famiglie e al corpo docente – un dissenso radicale. Ma non basta: serve una risposta collettiva, larga, dal basso.

Cosa vogliamo?

Alla società civile chiediamo di unirsi a noi per:

  • pretendere una scrittura condivisa delle Indicazioni nazionali, basata sul confronto tra scuola, cultura e politica;
  • respingere ogni tentativo di trasformare la scuola in un servizio privato, al servizio del mercato e delle logiche aziendaliste;
  • sostenere l’idea di scuola capace di garantire eguaglianza reale, emancipazione, pensiero critico in quanto la scuola è istituzione della Repubblica;
  • partecipare alla costruzione di reti territoriali insieme a insegnanti, studenti, famiglie,
  • amministratori, ricercatori e associazioni per riportare la scuola al centro del dibattito pubblico.

Una data, una voce, mille reti

Vi invitiamo a costruire con noi una iniziativa nazionale di mobilitazione diffusa nei territori a difesa della scuola democratica

18 ottobre 2025

Uniti per una scuola inclusiva, partecipata, laica, pubblica e libera.

Una scuola che insegna a pensare, non ad obbedire. Una scuola che costruisce il futuro, non che lo rimuove.

Per aderire, partecipare, promuovere: scriveteci a tavolointerassociativoscuola@gmail.com seguiteci sulla pagina Facebook e sui canali social del Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica.