VINCOLI CONOSCITIVI

“Per poter cambiare la scuola occorre per prima cosa un esercizio di pensiero” (Riccardo Massa)

ESERCIZI DI PENSIERO/2026-17

VINCOLI CONOSCITIVI

 

La riflessione sulle competenze è sostenuta dalla ricerca sulle discipline attorno ai “vincoli conoscitivi” che sono alla base delle competenze culturali.
Il passaggio dalla scuola dei programmi alla scuola del curricolo è dunque un’operazione più complessa della soppressione dei programmi e della semplice stesura di liste di competenze e sottocompetenze (che riprodurrebbero le liste della programmazione per obiettivi); prevede un lavoro di ridefinizione dei processi di insegnamento/apprendimento affinché si possano costruire conoscenze e sviluppare competenze.
Serve ancora sottolineare il concetto sviluppato nel documento dei "saggi" (giugno 97): «Le “discipline di studio” vanno pensate come campi di significato che devono fornire un orizzonte intersoggettivo ma anche acquistare un senso personale e tradursi in operatività, non solo in verifiche scolastiche.»

All'interno di questa impostazione il concetto di competenza può infatti assumere realmente un ruolo determinante nella revisione del sapere scolastico: puntare alla costruzione di competenze durature, pervasive e persistenti, intese come capacità culturali contestuali e strategiche non disgiungibili dal modo con cui è organizzato e praticato il lavoro scolastico.
Si tratta di utilizzare e approfondire modelli e pratiche di lavoro didattico già ampiamente presenti nel fare scuola per superare lo schema ancora troppo diffuso (in particolare nella fascia secondaria) della didattica come "svolgimento di un programma";.
Occorre selezionare saperi essenziali con alta valenza formativa, strumenti e ambienti adeguati e praticare metodologie e modalità relazionali innovative, legati ai grandi nuclei fondanti (concettuali) delle discipline.
L'idea di competenza culturale potrebbe divenire la chiave per guidare il ripensamento dell’uso a scopi formativi delle discipline: ma questo non è un lavoro che può improvvisarsi e deve prevedere l’intercettazione e il recupero dell’esperienza che nella scuola e nel mondo della ricerca si è realizzata in questi anni.
La scuola diventa, può diventare il luogo della consapevolezza in cui l'apprendimento spontaneo, televisivo, “elettronico”, del senso comune, dell’esperienza concreta si incontra con il sapere dei “vincoli” che caratterizza la cultura scolastica costruita appunto sui vincoli-discipline; ed è questa una lunga, lenta e fondamentale esperienza conoscitiva che tutti devono poter incontrare e percorrere in modo compiuto in modo da poter consolidare gli alfabeti e quelle competenze culturali (compreso il gusto della competenza) che può sorreggerli e renderli attivi, contenendo il rischio di bassa persistenza che la strumentazione conoscitiva porta con sé. (3 fine)

Domenico Chiesa
(8 maggio 2026)