VINCOLI CONOSCITIVI E COMPETENZE CULTURALI PER LA CITTADINANZA
VINCOLI CONOSCITIVI E COMPETENZE CULTURALI PER LA CITTADINANZA
“Per poter cambiare la scuola occorre per prima cosa un esercizio di pensiero” (Riccardo Massa)
ESERCIZI DI PENSIERO/2026-15
VINCOLI CONOSCITIVI E COMPETENZE CULTURALI PER LA CITTADINANZA
Negli ultimi anni è esploso il tema delle competenze.
Attorno alle competenze, si sono prodotte molte e suggestive definizioni e ci si continua ad esercitare in complesse e a volte contorte, classificazioni: competenze di base, disciplinari, sociali, chiave, trasversali, europee, professionali… È un concetto con cui si può richiamare sia una qualità (possedere una competenza) sia il livello di una qualità (essere competente), ma si può pensare che le due accezioni non debbano essere tanto disgiunte.
In termini generali, e un po’ semplificatori, si potrebbe dire che una competenza coincide con un insieme di conoscenze/abilità/atteggiamenti attivato in un determinato contesto per il raggiungimento di uno scopo. Si tratta quindi di una conoscenza attiva nel nostro comportamento: la competenza come “conoscenza attiva”, come “conoscenza contestualizzata” e “operativa”. In fondo questa accezione di competenza, che qui adottiamo, coincide con la definizione della Raccomandazione europea: “si possono definire competenze la combinazione di conoscenze, abilità e atteggiamenti appropriati al contesto”; in modo più articolato “la competenza è un insieme integrato di conoscenze, abilità e atteggiamenti che un soggetto, in determinati contesti, è in grado di attivare, realizzando una prestazione consapevole finalizzata al raggiungimento di uno scopo”.
Non vi è quindi contrapposizione tra competenza e conoscenza e nemmeno tra competenza e "contenuto", semplicemente nella filosofia della scuola delle competenze i contenuti diventano “il crogiolo” in cui si formano le competenze. In questi termini si comprende anche come sia difficile raggiungere competenze fuori da contenuti, ovvero senza utilizzare le discipline. Le discipline risultano formative proprio perché possiedono gli ingredienti per contribuire alla costruzione di alcune particolari competenze, a volte da sole e a volte con il concorso di altre discipline; le competenze acquisite attraverso le discipline devono risultare pervasive e attive, cioè non rimanere inerti: quando interagiscono in situazioni problematiche possono incrementare il loro livello “trasversale” e la loro trasferibilità.
La specificità della scuola consiste proprio nel fornire agli studenti degli strumenti culturali attivi per fare esperienza e i depositi fondamentali per la costruzione di tali strumenti sono le discipline.
Le competenze culturali legate al percorso scolastico possiedono intrinsecamente alcune dimensioni: una base “disciplinare”, una valenza “trasversale”, una valenza “pre-professionale”.
Schematicamente si potrebbe affermare che la scuola (da zero ai diciannove anni) è chiamata sostanzialmente alla costruzione di competenze culturali (alla base della cittadinanza e delle professioni) e la formazione professionale alla costruzione delle competenze professionali. Non interessa, in questa sede, indagare se tra le due forme ci sia una differenza “qualitativa”, certamente vi è una differenza in “peso specifico”: le competenze culturali hanno un alto peso specifico, di poco inferiore a quello del “fluido” in cui sono immerse, e la parte che emerge è quindi relativamente piccola. Le competenze culturali sono “profonde”, rappresentano il consolidamento di strumenti conoscitivi e di abilità all’interno di mondi di significati culturali, con una forte valenza storica e sono caratterizzate dai caratteri della persistenza, trasversalità, trasferibilità essendo la base al sostegno delle altre competenze. (1 continua)
Domenico Chiesa
(28 aprile 2026)

