80 anni fa, il 25 aprile

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“Nel momento in cui partì, si sentì investito in nome dell’autentico popolo d’Italia, ad opporsi in ogni modo al fascismo, a giudicare, a decidere militarmente e civilmente. Era inebriante tanta somma di potere, ma infinitamente più inebriante la coscienza dell’uso legittimo che ne avrebbe  fatto. Ed anche fisicamente non era mai stato così uomo, piegava il vento e la terra.”

(FENOGLIO B., Il partigiano Johnny, Einaudi, Torino, 2022)

 

Per quanto divisiva e messa in discussione, la Resistenza è un valore, è stata la scelta che dopo l’8 settembre tanti italiani e tante italiane fecero per realizzare la pace e per liberare il paese dal nazifascismo. Come un faro, ancora oggi guida la speranza in un futuro diverso.

Lo storico Giovanni De Luna presenta in un suo saggio le ragioni per cui continuare ad essere fieri della Resistenza.

1) Fieri della Resistenza perché ci dà speranza

2) Fieri della Resistenza perché fu un miracolo organizzativo

3) Fieri della Resistenza perché è stata una rivoluzione morale

4) Fieri della Resistenza perché è una testimonianza di impegno civile e religioso

5) Fieri della Resistenza perché insegna a disobbedire e a pensare

6) Fieri della Resistenza perché insegna a scegliere

7) Fieri della Resistenza perché senza Resistenza non ci sarebbe stata la Repubblica

8) Fieri della Resistenza perché indica cosa può essere uno spirito europeo

(DE LUNA G., Fieri della Resistenza, Feltrinelli, Milano, 2015)

Per tutte queste ragioni il 25 aprile, la festa che ricorda la Resistenza, non solo va onorato, ma portato a scuola per essere compreso, attraverso le storie che fanno la storia della Resistenza.

Sono passati ottant’anni dalla fine della guerra contro il nazifascismo dei partigiani e delle partigiane che portarono, in questi giorni di aprile, la libertà a città e paesi del Nord Italia. Il 25 aprile di quest’anno ricordiamo il valore della scelta che ha portato tante e tanti nel nostro paese dilaniato dalla guerra ad attivarsi, permettendo anche a noi di essere liberi. La voce dei testimoni resta nelle registrazioni video o audio. Sempre più non resteranno presenze a testimoniare con lo sguardo, con la voce, che cosa è stata la Resistenza.

Il testimone è passato da tempo, sempre più, a noi. Come insegnanti non possiamo che essere lo strumento del passaggio del testimone ai nostri bambini e alle nostre bambine, ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze. Essi spesso nulla sanno di quelle storie che hanno fatto la Storia della Resistenza in Italia. Non hanno idea, né possono avvalersi del supporto delle memorie familiari: anche nelle famiglie mancano i testimoni, i più vecchi vengono a mancare e certe memorie non sono più tramandate da una generazione all’altra. Proprio ora che più servirebbero, nell’età della comunicazione veloce, dell’informazione su tutto, veicolata facilmente sui nostri smartphone, le storie dei partigiani e delle partigiane, restano marginali rispetto al flusso dei dati.

In un tempo in cui più facile è la manipolazione delle informazioni o la distorsione della memoria che orienta un certo modo di narrare il passato e spesso sfocia nell’invenzione dei fatti, nell’oblio collettivo, fino alla totale ignoranza del passato, tenere vivo il legame con la storia, ancorando la memoria ai fatti, diventa ancora più importante di prima.

Come scrive lo storico Luca Baldissara, a proposito del 25 aprile:

“L’ancoraggio alla storia è essenziale per restituire senso politico-civile al “perché” onorare solennemente una data e al “perché” essa sia tuttora cruciale, per spiegare ciò che del passato è ancora vivo e attuale nel presente, per fondare una consapevole coscienza critica della civitas, per sublimare i conflitti e le divisioni di ieri alimentando le ragioni della convivenza collettiva e della coesione sociale di oggi.”

(BALDISSARA L., 25 aprile. La storia civile e politica di un giorno lungo ottant’anni, Il Mulino, Bologna, 2024)

La scuola è il luogo in cui i più giovani possono conoscere la storia della Resistenza. Dove possono assumerla come una storia anche loro, sentendosi parte di un flusso di eventi che li riguardano perché hanno costruito lo spazio di libertà e di democrazia in cui anch’essi oggi possono convivere e realizzarsi, lottare a loro volta perché i diritti conquistati allora e fissati nella Costituzione che dalla Resistenza è nata, non vengano meno, ma anzi, siano ampliati a nuovi cittadini.

Anche a fronte di una diminuzione del numero di ore dedicate all’insegnamento della storia nella scuola secondaria, dell’assegnazione "esclusiva" a questo ordine di scuola della trattazione della storia contemporanea e di una quantità maggiore di fatti che i nostri allievi e le nostre allieve devono conoscere, in riferimento alla storia del Novecento, l’insegnamento della storia della Resistenza è un contenuto irrinunciabile a ogni età.

Da qualche anno il CIDI Torino lavora con gli insegnanti della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, nell’ambito del gruppo di storia del primo ciclo di istruzione, per costruire percorsi in ogni classe, che possano avvicinare con gradualità le allieve e gli allievi a conoscere la Resistenza, dedicando ogni anno uno spazio del curricolo alla realizzazione di laboratori specifici con l’uso di diverse fonti, metodologie, attività, adatte a ogni classe. E’ il Laboratorio permanente “Diritti, Resistenza, Costituzione”, frutto di una elaborazione che trae origine dall’osservazione ripetuta, nelle classi, di come l’affastellarsi di “giorni della memoria” o “del ricordo” e altre ricorrenze non storiche, abbia sovrapposto memoria a memoria, togliendo spazio alle memorie civili, come quella del 25 aprile. La storia insegnata a scuola può contribuire a costruire nei bambini e nei ragazzi una memoria civile in un cammino di alfabetizzazione ed educazione alla cittadinanza che nella scuola si dovrebbe compiere. Su questa possibilità si radica la democrazia.

Da qui il nostro impegno a rendere permanente il laboratorio nelle classi e con gli insegnanti attraverso una proposta formativa che ogni anno intendiamo riproporre all’interno del progetto “Una storia ben insegnata” del CIDI Torino.

Per gli insegnanti che vogliano progettare il loro percorso, condividiamo una bibliografia “aperta”, in continuo aggiornamento, da cui iniziare: BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Tra i numerosi ultimi titoli pubblicati o ripubblicati sul 25 aprile, ecco alcuni volumi dei compagni e delle compagne che ci hanno accompagnato nel percorso di questi anni, da mettere di una bibliografia che idealmente continua:

GUIDETTI SERRA B. (a cura di), Compagne, Einaudi, Torino, 2025. 

PEDULLA' G. (a cura di), Racconti della Resistenza europea, Einaudi, Torino, 2025.

TARPINO A., Liberi e ribelli, Einaudi, Torino, 2025.

 

Parole, atti “resistenti” dalle classi

Dalla scuola primaria si costruisce la conoscenza della storia della Resistenza, ritornando ogni anno sull’argomento con una gradualità nella complessità offerta dal tema.

È bene ripartire ogni anno, aggiungere e approfondire il già noto. Come sempre l'inizio del percorso è la raccolta delle preconoscenze dei bambini e delle bambine che possono diventare le “idee di ripartenza” del percorso, un modo per riproporre parole e concetti, immagini e discorsi, ma anche altre domande.

    

(Raccolta delle preconoscenze, in una classe terza della scuola primaria, Nichelino)

 

All’inizio dei laboratori, i nostri allievi e le nostre allieve più grandi così hanno espresso la loro idea di “resistenza”, una parola e un’idea che ha un forte valore letterale e simbolico.

Per me RESISTENZA è...

"Fallire o perdere tante volte, ma nonostante ciò si continua a provare per arrivare al proprio obiettivo"

"Resistenza è quando provi e riprovi subito, quando pensi di non farcela"

"Quando ti opponi alle regole e fai quello che vuoi"

"Quando le persone combattono per difendere qualcosa (la libertà)"

"E’ quando qualcuno sopporta un dolore"

"La forza, l’impegno per arrivare al proprio obiettivo"

"Quando un popolo si oppone a qualcosa e resiste ad una difficoltà"

"E’ quando una persona resiste in una idea contro chi vuole imporre altre"

"E’ quando qualcuno non si arrende e anche quando non vince, lo rifà e riprova"

"Vuol dire andare sempre avanti e lasciare i problemi indietro"

"La fai quando vuoi difendere qualcosa che non vuoi che venga presa"

 

(Le idee sulla parola “resistenza” di una classe seconda, scuola secondaria di primo grado, Torino)

 

(Le idee sulla parola “resistenza” di una classe terza, scuola secondaria di primo grado, Torino)

Andare in visita al Museo diffuso della Resistenza, uscire dall'aula per osservare le tracce della storia nel territorio del quartiere o del comune, educare lo sguardo a coglierle è parte di un percorso della memoria che può sedimentarsi e restare, come esperienza quotidiana, dando un senso nuovo al modo in cui i nostri allievi e le nostre allieve abitano i luoghi.

   

      

(Visita al Museo diffuso della Resistenza di Torino e le tracce della storia nel percorso dalla scuola al museo, classe seconda, scuola secondaria di primo grado, Torino)

(Visita a Borgo San Paolo e storia di un palazzo costruito durante il fascismo e ora sede di una scuola, all'angolo tra Corso Peschiera e Via Luigi Capriolo, martire della Resistenza; classe terza, scuola secondaria di primo grado, Torino)

L'uso delle fonti storiche e delle memorie, inserite con gradualità in un percorso sulla Resistenza fin dalle prime classi, supporta non solo la conoscenza dei fatti, ma introduce al metodo storico fondato sulla ricerca. Abitua i nostri allievi e le nostre allieve a mettere alla prova le notizie, le informazioni andando "alla fonte".

     

  

(Documenti, autobiografie e diari utilizzati nel laboratorio permanente nelle scuole)

La partecipazione alle commemorazioni ufficiali cittadine di fronte ai cippi e alle lapidi del quartiere o del comune, spesso richiesta come un dovere da assolvere, come un rituale vuoto, può trovare un senso per i nostri allievi e le nostre allieve se diventa un momento di partecipazione reale, ad esempio attraverso la raccolta in classe delle biografie dei partigiani e delle partigiane ricordati in quei luoghi, a cui si dà idealmente voce nel momento della celebrazione pubblica. Spesso si tratta di giovani e coetanei dei nostri allievi e delle nostre allieve. Così una cerimonia civile, la partecipazione attiva a essa, entra a fare parte della loro storia personale.

(23 aprile 2025, commemorazione pubblica dei martiri della Resistenza del quartiere Lingotto con le classi terze della scuola secondaria di primo grado; tra i partigiani ricordati, il più giovane Giorgio Monico, aveva 15 anni e faceva parte della X° brigata Sap Gramsci, morì il 4 giugno 1945, dopo la liberazione, quando ancora era presente il pericolo di rappresaglie)

Attraverso le esperienze fatte con i nostri allievi e le nostre allieve ci siamo avvicinati a questo ottantesimo anniversario del 25 aprile.

 

Le nostre iniziative a scuola e per la scuola

 

RESISTENZA E NUOVE RESISTENZE

incontro-dibattito

29 aprile, ore 17.00 presso il teatro della scuola primaria Peyron, in Via Ventimiglia 128

Tra le esperienze del laboratorio permanente vi è la collaborazione del CIDI Torino con gli ANPI e in particolare con l’ANPI Nizza – Lingotto. Il 29 aprile alle 17.00 sarà presentato presso l'I.C. Peyron - Re Umberto I, il libro “Per la libertà” di Stefano Garzaro, in un incontro – dibattito sul significato del 25 aprile. L’incontro è rivolto alle famiglie degli allievi e delle allieve, agli insegnanti e agli abitanti del quartiere per conoscere e riflettere sulla storia e su questa festa.

   

(Locandina e invito "personale" all'incontro degli allievi e delle allieve ai genitori)

 

“Racconti di Resistenza dalle scuole 2025”

A conclusione del laboratorio permanente le classi di diversi istituti comprensivi di Torino e provincia si incontreranno online in una lezione aperta il 26 maggio per raccontarsi ciò che sanno e hanno imparato sulla Resistenza, dalla prima classe della scuola primaria alla terza classe della scuola secondaria di primo grado, con la presenza speciale di una classe del biennio della scuola secondaria di secondo grado.

 

CENTOFIORI n. 30, Quaderno di esperienze e di proposte per una storia della Resistenza a scuola dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado

Stiamo raccogliendo in una pubblicazione per gli insegnanti le idee, i percorsi, le attività di quasi tre anni di progettazione e sperimentazioni nelle scuole del Laboratorio permanente “Diritti, Resistenza, Costituzione”. Il lavoro fatto può contare su una solida base di studio, ricerca e ascolto degli esperti, nell’ambito della storiografia in continuo aggiornamento proprio sul tema della Resistenza e senza trascurare le teorie dell’apprendimento che aiutano a valorizzare al meglio le scelte didattiche. La pubblicazione, in uscita nei prossimi mesi, sarà presentata in una iniziativa pubblica.

 

Liberi, libere sempre

Per ricordare, in questo ottantesimo anniversario del 25  aprile, la scelta di lottare per la libertà fatta dai partigiani e dalle partigiane, riportiamo quanto scrive Marisa Ombra nel libro “Libere sempre. Una ragazza della Resistenza a una ragazza di oggi” (EINAUDI, 2012), per raccontare che cosa ha rappresentato per lei la scelta di diventare partigiana, ancora adolescente.

Attraverso le sue parole, alle donne della Resistenza che non vennero fatte sfilare nelle feste ufficiali che seguirono la liberazione, dedichiamo idealmente questo ottantesimo anniversario del 25 aprile.

“A quasi settant’anni di distanza, ritengo quel periodo il più importante della mia vita. Ciò che mi obbligò a crescere e a scegliere quelli che sarebbero stati - come chiamarli per evitare l’enfasi? Non trovo parole più precise - i “capisaldi”; forse, più modestamente i punti fermi, i binari, i riferimenti di base che guidarono successivamente la mia vita.

[...] Sei poco più di una bambina. Sei sempre stata in casa, amata, adorata e accudita. Pranzo, cena, un letto per dormire sono una sicurezza ovvia. La tua esistenza ha un ordine, anche se è stato abbondantemente disordinato dalla guerra. Ma c’è una famiglia intorno, che pensa per te, ti protegge, ti garantisce. Poi, vieni catapultata - ma è una tua scelta, sei stata tu a volerlo, con entusiasmo - in un mondo dove niente è certo, a cominciare dal soddisfacimento dei bisogni più elementari.

Sei in guerra. Svolgi un compito pericoloso e da come lo svolgi dipende la tua vita e la vita di un gruppo di ragazzi, forse di molti.

Non è importante il pericolo, nel ricordo. Importantissimo è quello che succede al tuo modo di essere. E’ il capovolgimento repentino di tutto l’impianto culturale trasmesso di generazione in generazione. Che all’improvviso si sgretola. Ti trovi con un gran vuoto davanti che tu stessa devi riempire. Di colpo ti trovi ad essere un’altra persona, devi ripensare daccapo tutto, a cominciare dal posto che hai nel mondo, ai rapporti con gli altri, ai nuovi punti fermi intorno a cui devi costruire te stessa.

[...] momenti come questi - meno drammatici forse, ma comunque di rottura o quanto meno di svolta - sono possibili sempre. Non bisogna averne paura, perché è nella difficoltà che si cresce, anche se sul momento non se ne ha coscienza.

[...] Lavoro solitario, dunque. Nessuno a cui chiedere consiglio. Devi osservare, valutare, ragionare, decidere per il meglio: o per ciò che in quel momento ti appare come il meglio. Non hai esperienza alle spalle, tutto è nuovo e misterioso. Non puoi immaginare quale sarà l’esito di ciò che deciderai di fare, ma devi scegliere. [...]

C’è la paura di sbagliare. [...] Di sicuro è fortissima la coscienza che tutto dipenda da te. Di colpo ti senti grande, nel senso di adulta. In qualche modo, al centro. E responsabile. Responsabile delle tue scelte e dei tuoi atti. 

Responsabile della vita degli altri.”

ORA E SEMPRE

RESISTENZA

Buona festa della Liberazione a tutte e a tutti dal CIDI Torino!