LEONARDO E GALILEO
LEONARDO E GALILEO
“Per poter cambiare la scuola occorre per prima cosa un esercizio di pensiero” (Riccardo Massa)
ESERCIZI DI PENSIERO/2026-7
LEONARDO E GALILEO
Il percorso curricolare verticale, progressivo, significativo dell’istruzione potrebbe essere anche riletto come il lento e lungo percorso dalla sicurezza del bambino centrata sulla certezza, che ha bisogno di semplificazione fino alla sicurezza dell’adulto che è centrata sull’aver imparato a convivere e governare spazi di incertezza; l’itinerario dell’istruzione come itinerario della consapevolezza.
Il curricolo rappresenta la variabile centrale e determinante per migliorare i risultati di apprendimento e dovrebbe quindi risultare il riferimento di coerenza anche per le altre azioni innovative.
Il rinnovamento dell’insieme delle azioni del fare scuola, messo in atto in una logica curricolare sia sul piano culturale/cognitivo, sia relazionale/affettivo, sia organizzativo, rappresenta la scelta da utilizzare affinché i contenuti dell’insegnamento/apprendimento siano effettivamente padroneggiati, si risolvano in una loro acquisizione e in un loro uso, criticamente strutturati e in una duttile disponibilità a trasferirli in ambiti, tempi e contesti diversi.
Il curricolo organizza e descrive l’intero percorso formativo che uno studente compie, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria, nel quale si intrecciano e si fondono i processi cognitivi e quelli affettivo/relazionali e trova concreta traduzione organizzativa e metodologica il progetto culturale della scuola.
L’unitarietà del percorso non dimentica la peculiarità dei diversi momenti evolutivi nei quali l’avventura dell’apprendimento si svolge, che vedono un progressivo sviluppo della capacità di riflettere e formalizzare l’esperienza, attraverso la ri-costruzione degli strumenti culturali e la capacità di utilizzarli consapevolmente come chiavi di lettura della realtà.
I mondi conoscitivi dei bambini e dei preadolescenti non possono essere pensati come “incompleti” in relazione ad un modello adulto, posto come traguardo, bensì come mondi compiuti a ciascuno dei quali la scuola deve proporre adeguati e coerenti livelli di «cultura dotta» non risultanti da operazioni di semplificazione e banalizzazione, bensì dotati di propri criteri organizzativi.
Si pensi alla fascia di età compresa tra i 14 e i 16 anni: in questa età il ragazzo non è Galileo ignorante, ma Leonardo alla ricerca della scienza che permetterà la nascita di Galileo nell’ultima età della scuola.
La scuola può veramente diventare un luogo di vita, ma con un proprio centro a cui non può rinunciare e propri obiettivi che deve raggiungere: la qualità dell’insegnamento/apprendimento, la formazione culturale alla base della cittadinanza. Può pensare di farlo proprio accettando e potenziando ciò che ha di specifico, compresi i meccanismi e i tempi attraverso i quali può attivare l’apprendimento, che devono essere coerenti con gli effetti conoscitivi che la scuola è in grado di attivare: la capacità di muoversi con padronanza nel mondo che lo circonda, possedendo e sapendo utilizzare le convenzioni culturali che lo caratterizzano; convenzioni culturali che diventano una risorsa conoscitiva fondamentale.
Uno degli elementi su cui si gioca la possibilità di raggiungere i propri obiettivi è il difficile equilibrio tra il rigore necessario per far acquisire i vincoli disciplinari e la ricchezza e significatività dell’esperienza culturale da attivare; che non significa rincorrere i bisogni ma rispettare i diversi tempi di vita e di apprendimento, avere “considerazione”, promuovere la ricerca di significati negoziati e condivisi e (particolarmente sottovalutata) l’assunzione di responsabilità. (4 fine)
Domenico Chiesa
(13 febbraio 2026)

