A Goffredo Fofi, costruttore di incontri

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Bisogna essere grati a coloro che in qualche modo, in ogni tempo, diffondono cultura e nel farlo continuano, con la generosità dell'impegno militante, a ispirare, a incoraggiare, a dare speranza per intraprendere cammini nuovi.

Goffredo Fofi, scomparso oggi 11 luglio 2025, fu saggista e scrittore prolifico, animatore di riviste, collaboratore in gioventù del MCE (Movimento di cooperazione educativa), com'egli stesso non dimenticava di ricordare di sè, e voce critica della cultura italiana, come da tanti altri è ricordato. E' stato soprattutto, a leggerne la biografia, uno straordinario e instancabile "costruttore di incontri" con autori, opere, culture e, così, fra persone. Sapeva leggere i tempi, quello presente e il passato. Con la sua lingua precisa e il tono caustico proiettava l'attenzione del lettore verso il futuro indicando ciò che sarebbe stato necessario fare. 

Instancabile e curiosa è stata la sua attività di ricercatore di libri, film, spettacoli teatrali, graphic novel e molto altro, da conoscere e fare conoscere. Goffredo Fofi si adoperava in questa ricerca non per un esercizio narcisistico della cultura, ma per una cultura che fosse motore del cambiamento nella società. Se il senso di ogni iniziativa culturale è dato dall'icontro tra l'opera, l'autore e il pubblico, ebbene da quell'incontro può nascere in ognuno una scintilla di novità, una scoperta significativa, un percorso che ancora non è mai stato intrapreso. E' l'incontro che rende generativa una iniziativa culturale e le dà forma in altre iniziative, in modo imprevisto. Questo accade spesso attraverso la lettura dei testi di Goffredo Fofi.

L'INIZIATIVA CULTURALE COME INCONTRO

Dall'incontro con il testo Questo è il fascismo. Con uno scritto di Piero Gobetti edito da E/O nel 2022 nella Collana di pensiero radicale Piccola Biblioteca Morale diretta da Goffredo Fofi, è nata nel Gruppo di storia del CIDI Torino la proposta per la scuola di percorsi didattici sui discorsi politici di Giacomo Matteotti. In quell'opera introdotta da Pietro Polito, direttore del Centro studi Piero Gobetti, sono raccolti e pubblicati due celebri discorsi parlamentari del deputato socialista: il primo del 31 gennaio del 1921 Mozione socialista contro ogni forma di violenza, il secondo del 30 maggio 1924 Contro i brogli elettorali e le violenze squadriste nelle elezioni dell’aprile del 1924. Gli stimoli culturali contenuti in quell'iniziativa editoriale a cura di Goffredo Fofi hanno consentito al CIDI Torino di elaborara e organizzare, insieme al Centro studi Piero Gobetti, alla Fnism, alla Fondazione Giacomo Matteotti, un ciclo di seminari di formazione per gli insegnanti dal titolo La democrazia come spazio di partecipazione politica attraverso la parola contro la violenza: l’esempio di Giacomo Matteotti e l’uso dei suoi discorsi a scuola.

Nella convinzione che il ricordo e la scoperta di Goffredo Fofi debbano passare attraverso la lettura dei suoi scritti, invitiamo a leggere il testo tratto dal libro del 2022 Questo è il fascismo. Con uno scritto di Piero Gobetti, in cui Fofi presenta il senso dell'iniziativa culturale e politica della collana da lui diretta Piccola Biblioteca Morale e allo stesso tempo invita all'esercizio del pensiero critico contro tutte le manipolazioni della conoscenza e come difesa verso la sudditanza al controllo del potere, qualsiasi forma assuma:

 "Riprendere oggi la Piccola Biblioteca Morale significa per noi reagire all'abulia della cultura di questi anni, dominata dal narcisismo, dal flusso delle mode, dalla decadenza di figure intellettuali forti, di "persuasioni" e non di "retoriche" secondo la classica e dimenticata distinzione michelsteadteriana (per intenderci, erano "persuasi" gli Sciascia, le Morante, le Ortese, i Pasolini, i Calvino, i Silone eccetera eccetera, ed è scomparsa via via la generazione che, in politica e in cultura, ha dato alla storia d'Italia i suoi anni migliori, dalla caduta del fascismo all'assassinio di Aldo Moro). Sono stati sostituiti, costoro, da branchi di professionisti della cultura, di ratificatori di scelte del potere e non di suoi critici o oppositori; sono stati sostituiti da masse di scriventi da cui ben di rado si distaccano figure di scrittori e studiosi all'altezza delle necessità del nostro tempo, che i più avvertiti giudicano estremamente critico o addirittura pre-finale, proprio nel senso di una possibile fine della natura e fine della società umana. Quando le politiche in fatto di ecologia e di frontiere e di interessi finanziari mettono in dubbio la possibilità stessa di un futuro per il pianeta e per i suoi abitanti, quando gli stati cedono ai privati rinunciando alle responsabilità verso le collettività e finiscono quasi ovunque in mano ad avventurieri senza scrupoli, torna a essere urgente guardare al presente con occhi ben aperti sulle storture e sui suoi pericoli, dando voce, per il poco che si può fare, a chi ancora si ostina a pensare e a proporre, in funzione di una risposta, di un agire individuale e per gruppi piccoli e grandi, per comunità e collettività.

La nuova Piccola Biblioteca Morale questo cercherà di fare, scovando il pensiero che più può essere utile là dove ancora viene prodotto e recuperando dal passato le lezioni che ancora servono a capire e ad agire.

La PBM cercherà dunque di dar spazio al pensiero radicale di ieri e oggi, in tutti i campi in cui si è espresso e si esprime -  dalla sociologia e antropologia alle scienze (e ai pericoli delle tecnologie, alla critica delle illusioni nel progresso che già Leopardi vide come nefaste nella Ginestra, insieme a quelle in un aldilà che compenserà i buoni e i giusti - e anche La ginestra, con opportuni commenti, sarà uno dei "classici" che la collana intende recuperare alla luce dell'oggi); dal pensiero religioso con le sue necessarie "eresie" agli interventi nella storia attraverso il racconto e le idee dei più lucidi tentativi di intervenirvi al fine di cambiarne le regole, ma cambiando, con Rimbaud, la vita e non solo la società; al ruolo fondamentale dell'arte, delle arti, come aperture al possibile e all'oltre...

Ieri e oggi, in uno studio, un confronto, un dialogo il cui fine è ricominciare a pensare, cercando e trovando lo stimolo necessario a difenderci dalle idee correnti e manipolate, e perfino, come massima aspirazione, lo stimolo ad agire. A non - accettare quel che il potere quotidianamente ci impone trovando complici - servi volontari - a milioni."

GOFFREDO FOFI

(in Questo è il fascismo. Con uno scritto di Piero Gobetti, edizioni E/O, Roma, 2022, pp. 91-93).

Goffredo Fofi parla anche a noi, donne e uomini di scuola, con l'invito ad avere, rispetto al presente, un atteggiamento vigile nel pensiero e nelle azioni.

 

PROPOSTE DI LETTURA PER GLI INSEGNANTI

Goffredo Fofi è un profondo conoscitore della storia della scuola di cui ha fatto esperienza fin dagli anni Cinquanta, sapedone leggere i cambiamenti più profondi. Ha fatto parte del Movimento di cooperazione educativa e ha collaborato a Roma alla rivista Riforma della scuola, diretta da Lucio Lombardo Radice e Dina Bertoni Jovine.

Proponiamo in lettura per gli insegnanti la recensione del libro La città e la scuola (editore Elèuthera, 2000), una raccolta di testi di Lamberto Borghi, uno dei maggiori pedagogisti laici italiani, troppo spesso dimenticato, autore di un testo ricordato altrove dallo stesso Fofi Educazione e autorità nell'Italia moderna (La Nuova Italia, 1960).

NON UNA MA A TANTE SCUOLE di Goffredo Fofi, articolo pubblicato il 2 giugno 2023 sulla pagina web Territori educativi. Si tratta di una recensione importante e forte che, oltre a ripercorrere la storia della scuola di Stato dal fascismo agli anni Novanta del secolo scorso, ricordando gli insegnanti e i movimenti che hanno segnato diverse linee di sviluppo e di cambiamento, mette in discussione anche le più comuni convinzioni degli insegnanti democratici, delle associazioni e dei sindacati della scuola.

Negli anni giovanili Goffredo Fofi ebbe modo di conoscere e frequentare per lunghi periodi Ada Gobetti Prospero Marchesini. Si è trattato com'egli stesso scrisse "di un'amicizia, di una fraternità." Consigliamo in lettura agli insegnanti l'introduzione da lui curata dell'edizione Einaudi del 1996 del Diario partigiano di Ada Gobetti, in cui Fofi non solo racconta come ebbe origine quest'opera e il suo contenuto, ma dà conto del diverso modo in cui fu accolta dai lettori nel corso dei decenni della storia italiana repubblicana. L'introduzione diventa l'occasione per porre in evidenza evidenziando come è cambiato il modo di affrontare e considerare la Resistenza dal punto di vista politico e culturale nel nostro paese.

UNA VITA DI INCONTRI

Di una vita intensa e fitta di esperienze e incontri, può risultare esemplare il suo ricordo del periodo di assidue frequentazioni torinesi degli anni Sessanta, quando Fofi si divideva fra il Centro studi Piero Gobetti a Torino e la casa di Reaglie in cui abitava Ada Gobetti, lavorando alla redazione dei Quaderni del Centro, collaborando alle recensioni cinematografiche con Paolo Gobetti e alla cura di due rubriche de Il Giornale dei genitori, diretto dalla stessa Ada.

"In definitiva, che bei momenti ho vissuto, e che belle battaglie! E che belle persone ho conosciuto e amato, le cui contraddizioni avevano una vitalità che sovrastava ogni settorialità e che riguardava tutta la società, nella rigorosa dedizione al sogno di una società più giusta e matura, più libera di quanto è poi stata."

(dalla postfazione di Goffredo Fofi al testo Ada Marchesini Gobetti, Non siete soli. Scritti da "Il Giornale dei genitori" (1959-1968), a cura di Angela Arceri, Edizioni Colibrì, Milano, 2018, p. 281)

 

Carmela Fortugno

(11 luglio 2025)