La scuola e le problematicità della trasformazione digitale

INTRODUZIONE

Dice Marco Gui nel suo “Digitale a scuola”[1] :

“…la digitalizzazione della scuola non mette in gioco solo un modo diverso di fare lezione o di trasmettere dei contenuti, ma pone interrogativi molto più radicali: Cos’è la scuola? Cosa sono l’educazione e la crescita personale nei primi anni dello sviluppo? Che rapporto mantenere con la nostra tradizione intellettuale? Quanta cautela occorre usare con le incognite dei nuovi strumenti? Che tipo di cittadini è opportuno crescere?”

Se questi interrogativi sono sacrosanti, occorre dire che vi sono troppi attori interessati- per convinzioni ideologiche o per logiche di mercato - a definire, con abbondanza di mezzi e con strumenti efficaci di persuasione, l’ambito entro cui la scuola deve muoversi.

Il documento del Cidi: “Partire dal senso della scuola” nasce perciò dall’esigenza -in questo momento di trasformazione profonda - di affermare i principi a fondamento dell’istituzione scolastica e del suo compito.

Fissati i principi, tuttavia, è nostra convinzione che occorra attivare dei percorsi di ricerca e di confronto che indaghino, chiariscano e definiscano gli elementi che fanno da base ad una corretta impostazione della questione digitale. 

La società è soggetta a trasformazioni tecnologiche costanti e ne subisce sempre la fascinazione innovativa (in modo particolare i giovani), ma le tecnologie non sono mai neutre, perché possono sempre essere manovrate a vantaggio o svantaggio di qualcuno.

Aderire acriticamente, perciò,  al solo concetto di innovazione è oltremodo ingenuo. La rivoluzione digitale ha implicazioni profonde e rapide di trasformazione della società.

Le sue tecnologie sono estremamente sofisticate e potenti. In nome del predominio in questo campo è in atto uno scontro ideologico, economico e politico di livello globale che è difficile ignorare. Il potere di queste tecnologie può permettere infatti il controllo e il dominio. E la relazione tra questi due elementi è, in questo caso, in modo assoluto direttamente proporzionale.

Occorre perciò consapevolezza e senso critico.

Gli ultimi interrogativi posti da Gui non a caso parlano di: “cautela”, di “incognite” e di riflessioni sul futuro delle nuove generazioni. Non si tratta perciò né di accettare acriticamente, né di rifiutare per principio la sfida che la trasformazione in atto ci pone. Ma occorre riconoscere che la responsabilità della scuola e degli insegnanti, in questo senso, è grande.

La consapevolezza e il senso critico che occorre passare alle nuove generazioni ci obbliga a riflettere e cercare di orientarci tra i messaggi e le suggestioni che ci arrivano come docenti e come istituzione.

Occorrerebbe, perciò, individualmente e collegialmente, ragionare con la maggiore razionalità possibile almeno preliminarmente su alcuni dei seguenti temi:

  1. Qual è il ruolo dei docenti nel tratteggiare lo scenario tecnologico dentro cui vengono inquadrati i processi di insegnamento/apprendimento.
  2. Qual è il tipo di intervento, le finalità, il modello proposto e le linee di indirizzo -sulla così detta innovazione tecnologica delle scuole.
  3. In pratica, o per altri versi, quali sono gli ambiti di investimento che  hanno dimostrato, non a proprio parere, ma nelle indagini e negli studi internazionali, di produrre evidenze significative su una migliore  qualità dell’apprendimento con le nuove tecnologie.

Questi temi, ed altri che si potrebbero aggiungere, sono tutti percorsi di riflessione necessari. Riteniamo tuttavia, che solo lo studio, la ricerca e il confronto collettivo in un orizzonte progettuale propositivo possono restituire agli insegnanti il riconoscimento di un ruolo culturale e una considerazione politica.  

[1]
         [1]Marco Gui, Il digitale a scuola, Rivoluzione o abbaglio? Universale paperbacks Il Mulino, 2019

 

INIZIATIVE

Il Cidi Torino ha organizzato tre occasioni di riflessione sugli aspetti problematici - considerati da tre diverse prospettive - che le tecnologie hanno prodotto e producono nella scuola e sulla necessità di disporre di strumenti conoscitivi e operativi per un loro utilizzo critico. I contributi dei tre relatori sono visibili nelle registrazioni degli incontri, occasioni di stimolo per avviare o indirizzare percorsi riflessivi e di approfondimento

Prof. Marco Gui, sulle competenze individuali di cittadinanza digitale;

Prof. Marco Guastavigna, sulle competenze collettive sociali e politiche;  

Prof. Stefano Penge, sulle competenze critiche nell’utilizzo didattico 

A partire dalla considerazione che la formazione è un processo di condivisione intorno a problemi filtrati dall’esperienza individuale, ad essi fa perciò seguito l’attivazione di un gruppo di ricerca e documentazione per proseguire nell’analisi delle considerazioni emerse dagli incontri, dai riferimenti forniti dai relatori - sotto riportati- e da eventuali altri contributi successivi.

Il gruppo potrà articolarsi in tre sottogruppi a partire dagli aspetti che coinvolgono professionalmente ciascun docente per realizzare processi di:

- autoformazione su:

  • analisi critica delle normative e di testi; 
  • raccolta di informazioni ed esperienze;
  • proposte, discussioni, indagini …

- formazione:

  • organizzazione di iniziative

MATERIALI DI APPROFONDIMENTO

Marco Gui  - Piattaforma: https://benesseredigitalescuole.it/  https://www.benesseredigitale.eu/pubblicazioni/

Marco Guastavigna  http://www.noiosito.it/    http://www.noiosito.it/koine/

Stefano Penge 

Apprendimento digitale e dintorni: http://steve.lynxlab.com

Testi:

  • Rodari Digitale
  • Lingua Coding e Creatività
  • Ambienti digitali per l’apprendimento. Perché e come fare formazione online

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI E SITOGRAFICI

 

DOCUMENTI

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