Il 25 aprile come scelta e la Resistenza delle donne

"Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica."

PIERO CALAMANDREI

Discorso sulla Costituzione tenuto il 26 gennaio del 1955

ad un gruppo di studenti universitari di Milano presso la Scuola Umanitaria

 

La similitudine immaginata da Piero Calamandrei esprime più di altre parole che cosa è stata l'oppressione del regime totalitario fascista. Indica, al contempo, la libertà che viene meno quando un paese è in guerra e la vita dei popoli viene stravolta. Ieri come oggi, questa è ancora una condizione reale che riguarda milioni di persone nel mondo.

A tutto questo, nel contesto storico della Seconda guerra mondiale, risposero migliaia di italiani e di italiane che scelsero di diventare attivi, gli uni con gli altri, per trovare una libertà che, grazie alla Costituzione repubblicana, fu una libertà nuova rispetto al passato, per il nostro paese. Fu la Resistenza che ottantuno anni fa portò alla Liberazione dal nazifascismo, il 25 aprile 1945.

Domandare a scuola ai giovani e alle giovani che cosa voglia dire "resistere", riflettere con loro su questo concetto articolato e complesso, continua a essere necessario, in un percorso come quello scolastico destinato a formare persone e cittadini. Ogni giorno, in modo spesso inconsapevole, si fanno scelte che hanno un significato politico e segnano il confine tra una scelta fatta solo per sè e una scelta fatta per sè e per tutti. Sta in questo il valore permanente della Resistenza e del 25 aprile che la ricorda.

A scuola, nei discorsi che fanno i nostri allievi e le nostre allieve sulla Resistenza, ricorrono parole come: difesa, coraggio, consapevolezza che si sta rischiando la vita, sofferenza, forza, orrore, conoscenza, non essere soli, ideali di liberta’ e uguaglianza, determinazione, gruppo, potenza, speranza, unione perchè insieme si può fare di più che da soli, costanza. Queste parole e altre vanno cercate per racccontare la Resistenza e le nuove resistenze. Non solo per ritornare ai giorni della Resistenza, ma per dire oggi che cosa può essere "resistenza", facendo di quel patrimonio di storie e memorie un seme generativo di un atteggiamento nei confronti della vita e della società in continuo cambiamento.

Con questo intento il Laboratorio permanente "Diritti, Resistenza, Costituzione" del CIDI Torino, si rinnova anche quest'anno, con la collaborazione della Fondazione Nuto Revelli e dell'Anpi provinciale di Torino. E' uno spazio aperto in cui le/gli insegnanti possono confrontarsi, porsi domande, condividere materiali, scambiarsi informazioni sulle nuove generazioni che oggi osserviamo in classe, progettare in modo condiviso percorsi didattici sulla Resistenza e sulla storia precedente e successiva in cui essa si incardina. Quest'anno il tema portante delle nostre iniziative è proprio quello della scelta antifascista, nel passato e nel presente.

Per prepararci al 25 aprile abbiamo chiesto a cinque studiose di raccontarci alcune donne del Novecento che in un modi e ambiti diversi hanno compiuto "scelte di resistenza". Nelle donne la mancanza di libertà è stata sempre più forte che per gli uomini. Nella storia è stata la loro condizione esistenziale dal punto di vista giuridico, economico, sociale e questo per ragioni culturali. La loro scelta della Resistenza ha avuto un significato che è andato ben oltre la Liberazione e le ha proiettate direttamente a diventare "cittadine" per la prima volta in Italia nelle elezioni amministrative della primavera del 1946 e poi con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, in cui furono elette 21 deputate all'Assemblea Costituente.

Ecco il racconto della "resistenza" delle donne ripercorrendone le biografie, così come ci sono state presentate da alcune studiose e amiche nel Seminario del 9 aprile dal titolo "Il percorso del suffragio femminile in Italia, la scelta delle donne nella Resistenza e la conquista dei loro diritti nell'Italia repubblicana".

PAOLA LOMBROSO CARRARA raccontata da Francesca Pizzigoni

PRESENTAZIONE

REGISTRAZIONE AUDIO

PAOLA LOMBROSO CARRARA (Pavia, 14 marzo 1871 – Torino, 23 gennaio 1954)

Figlia di Cesare Lombroso, fu scrittrice per l’infanzia, giornalista, collaboratrice di numerose riviste. Di formazione socialista, dimostrò molto presto un'attenzione all’infanzia: fondò con la sorella “Scuola e Famiglia” per assistere i bambini in orario post-scolastico, fornì supporto all’infanzia disagiata (orfani, tubercolotici...), fu creatrice a Torino de “La casa del Sole”. Dal 1908 fu ideatrice dal "Corriere dei piccoli", ma non potè assumerne la direzione perchè era una donna. Fu curatrice di una rublica interna "Corrispondenza" con cui si firmava "Zia Mariù". Attraverso questa corrispondenza continua con i più piccoli promosse la relizzazione delle bibliotechine scolastiche rurali grazie all'attivismo e la partecipazione dei bambini che le scrivevano. Con il marito Mario Carrara, uno dei 12 professori universitari italiani a dire di NO al fascismo, fu costretta a lasciare l'Italia negli anni delle leggi razziali.

 

              Adalingo: Corriere dei Piccoli il Primo Storico Numero

 

CLELIA MONTAGNANA, CONSOLINA SEGRE, SUOR GIUSEPPINA raccontate da Laura Meli

REGISTRAZIONE

CLELIA MONTAGNANA (Torino, 1892 - Torino, 1962)

Fu la quarta figlia di Consolina Segre e Moise Montagnana, entrambi ebrei. Crebbe in Borgo San Paolo. Cominciò molto presto a fare comizi negli anni della Prima guerra mondiale e nel 1917 partecipò alle proteste per il pane che portarono all'incendio della Chiesa di San Bernardino. Diplomatasi maestra, fu una delle prime socialiste attive in varie zone del Piemonte, insieme alla sorella Rita. Insegnante prima a Milano e poi a Torino, si adoperò intensamente nel Soccorso Rosso e costante fu il suo aiuto ai carcerati nel periodo fascista. Quando sopraggiunsero le leggi razziali, fu esclusa dall'insegnamento e dopo poco inviata al confino ad Ateleta in Abruzzo.

CONSOLINA SEGRE in MONTAGNANA (Saluzzo, 28/03/1868 - Torino, 07/11/1948)

Consolina Segre sposò a 18 anni Moise Montagnana, ed ebbe 8 figli (la secondogenita Bianca non sopravvisse). E' per la famiglia un punto di riferimento imprescindibile. Fu una donna dalla personalità originale. Di lei figli e nipoti ricordano la modernità, la generosità, lo slancio, sempre pronta ad appoggiare e sostenere le scelte di lotta dei figli e delle figlie a favore dell'emancipazione dei lavoratori e nella lotta contro il fascismo. Si prodigava nell'aiuto alle famiglie del quartiere di Borgo San Paolo.

FOTO: i Montagnana con la mamma Consolina Segre e la nonna Marianna. In basso: Marianna abbraccia Elen; da sinistra, in 2° fila: Rita, Clelia, Massimo, Lidia; in 3° fila: Mario, Gemma, Consolina. (da G. ARIAN LEVI - M. MONTAGNANA, I Montagnana. Una famiglia ebraica piemontese e il movimento operaio (1914-1948)

 

SUOR GIUSEPPINA (Lanusei, NU,  02/11/1903 - Torino, 22/10/1965)

Suor Giuseppina dell'ordine delle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, prestò la sua opera presso il Carcere “Le nuove” a partire dal dicembre 1925. Superiora del braccio femminile dal 1942, si distinse nell'assistere i detenuti, in particolare coloro che si trovavano nel braccio tedesco, gestito dalle SS. Riuscì a salvare dalla deportazione e dalla morte molte tra le persone incarcerate e si attivò regolarmente per tentare di rendere meno disumane le condizioni carcerarie imposte dalle SS. Fra l'altro, fece da tramite nel trasmettere informazioni tra i condannati e le famiglie. 

 

Le Carceri "Nuove" di Torino

 

VERA E LIBERA ARDUINO raccontate da Claudia Peirone

REGISTRAZIONE

VERA ARDUINO (Torino, 15/01/1926 - Torino, 13/03/1945) e LIBERA ARDUINO (Torino, 13/09/1929 - Torino, 13/03/1945)

Vera (19 anni) e Libera (16 anni) Arduino furono due giovanissime staffette partigiane di Torino, cresciute in una famiglia di operai antifascisti nel quartiere Borgo San Paolo. Il loro impegno nella Resistenza era legato all'attività del padre, Gaspare, perseguitato dal regime.
​La notte tra il 12 e il 13 marzo 1945, durante un rastrellamento fascista, le due sorelle vennero prelevate dalla loro casa. Furono brutalmente assassinate a colpi di mitra, a poche settimane dalla Liberazione. Il loro sacrificio è rimasto nella memoria collettiva come uno degli esempi più tragici del contributo femminile e giovanile alla lotta per la libertà. 

               

  

Cippo in memoria delle sorelle Libera e Vera Arduino | Pietre della Memoria

 FOTO: la lapide cittadina in ricordo delle sorelle Arduino. (immagine tratta dalla rete)

 

ADA PROSPERO MARCHESINI GOBETTI raccontata da Marta Vicari

PRESENTAZIONE

REGISTRAZIONE

ADA PROSPERO MARCHESINI GOBETTI (Torino, 23/07/1902 - Torino, 14/03/1968)

E' stata una figura chiave dell'antifascismo italiano, partigiana, giornalista e pedagogista. Moglie di Piero Gobetti, ha sostenuto attivamente la Resistenza in Val di Susa, nelle bande di Giustizia e Libertà.  Collaborò alla fondazione e organizzazione dei Gruppi di difesa della donna insieme a Lina Fibbi e Pina Palumbo: si trattava di organizzazioni che si occupavano di coordinare una azione clandestina di aiuto alla guerriglia, controinformazione, auspicando un impegno politico delle donne. Racconterà la sua esperienza nella Resistenza nel "Diario partigiano", pubblicato da Einaudi la prima volta nel 1956 e ristampato nel 1972. E' Medaglia d'argento al valor militare. E' stata vicesindaca della Torino liberata e fu attiva nel processo di emancipazione femminile. Negli anni del dopoguerra si occupò di educazione attraverso l'attività di giornalista della rivista  "Educazione Democratica". Nel 1959, fonda il "Giornale dei Genitori" che diresse fino alla morte nel 1968.

             

 FOTO: Ada Gobetti nel 1945, vicesindaca della Torino liberata.

CARMELINA PICCOLIS, FRIDA MALAN E GIOVANNA ZANGRANDI raccontate da Maria Grazia Alemanno

PRESENTAZIONE

REGISTRAZIONE

FRIDA MALAN (Catania, 10/03/1917 - Torino, 03/02/2002)

Insegnante, prima staffetta e poi combattente partigiana nelle divisioni di Giustizia e Libertà. Venne inviata al campo di Fossoli per assistere gli internati; arrestata nel settembre 1944, subì interrogatori nella caserma di via Asti, a Torino, prima di essere liberata grazie a uno scambio di prigionieri. Attiva tra le operaie delle fabbriche (scioperi, sabotaggi, rallentamenti) Manifattura Tabacchi e Superga, nelle Volontarie della libertà e nei Gruppi di Difesa della Donna. Ricevette, nel dopoguerra, la Croce al merito di guerra e il grado di capitano. Nel Dopoguerra si dedicò all'attività di insegnamento e continuò a partecipare alla vita politica della città. A lei è stata intitolata da sezione torinese dell'associazione di insegnanti FNISM.

CARMELINA PICCOLIS (Torino, 20/09/1923 - Milano, 04/08/2001)

Partecipò alla Resistenza all'interno dei Gruppi di difesa della donna, come Staffetta. Fu artista e docente appassionata, dedita alla formazione dei suoi studenti nel senso di un'educazione alla libertà attraverso che doveva proseguire oltre la Resistenza anche attraverso l'arte. 

 

FOTO Staffette partigiane coordinate da Ada Gobetti nei giorni della Liberazione, in posa davanti alla Villa del Borello, a Torino. La villa era il centro organizzativo del Comando delle formazioni del gruppo Giustizia e Libertà torinese. Carmelina Piccolis è la giovane più a destra.

GIOVANNA ZANGRANDI (Galliera, BO, 13/06/1910 - Pieve di Cadore, 20/01/1988)

Prima della guerra, insegnò scienze naturali in un liceo, scriveva sui giornali locali, arrampicava e faceva la maestra di sci. Dal settembre 1943 entrò in collegamento con le formazioni partigiane, impegnandosi  come staffetta con il nome di battaglia Anna nella brigata garibaldina «Pietro Fortunato Calvi» della divisione Nannetti. Fu responsabile del trasporto di materiali e di informazioni riservate; collaborò alla diffusione di notizie, battendo lei stessa a macchina la stampa clandestina e un giornale locale; riportò quotidianamente annotazioni sugli avvenimenti di guerra su quaderni nascosti in montagna, sotto le Marmarole, e poi ritrovati a guerra finita. Quando la sua attività cospirativa divenne troppo rischiosa, abbandonò Cortina e visse la clandestinità in montagna. Nal 1963 pubblicò le sue memorie partigiane, I giorni veri, uno dei capolavori della letteratura della Resistenza, recensito da Ada Gobetti come uno "un diario veramente eccezionale".

      

 FOTO: Giovanna Zangrandi al Lago d'Antorno, sullo sfondo le Tre cime di Lavaredo. (immagine tratta dalla rete)

Il 25 aprile per la scuola

Conoscere è di per sè già un atto di resistenza, non solo per la storia. Ricordiamolo ai nostri allievi e alle nostre allieve. Facciamocene responsabilmente tramiti nel nostro agire professionale. Siamo testimoni appassionati e instancabili, quando entriamo in classe, delle possibilità che la conoscenza dà di cambiare il mondo, affinchè i giovani, che hanno in mano un futuro più lungo del nostro, possano servirsene per sognare e realizzare, rendere migliore quel futuro rispetto a questo presente. Sognando un futuro diverso dal loro presente, nella mente e nel cuore, hanno lottato coloro a cui il 25 aprile è dedicato.

Buon 25 aprile!

ORA E SEMPRE RESISTENZA! 

 

A cura del Gruppo di storia del CIDI Torino

(25 aprile 2026)