80 anni di Repubblica...una storia che continua!
80 anni di Repubblica...una storia che continua!
Il 2 giugno del 1946 le italiane e gli italiani hanno scelto, con le prime elezioni libere e a suffragio universale, la forma di governo del nostro Stato dopo la tragedia della guerra, venti anni di fascismo e settant'anni di governo monarchico ostile alla democrazia: la Repubblica.
La Repubblica nacque senza che ci fosse esperienza concreta, politica, di ciò che era la sovranità in mano ai cittadini e alle cittadine e di come si dovesse esercitare in un sistema che metteva al centro dell'esercizio della cittadinanza il Parlamento, lo spazio di confronto delle idee fra le maggioranze e le minoranze politiche. Era la nascita della democrazia italiana. La Repubblica è democratica.
La Repubblica italiana compie oggi ottant'anni fa. Rispetto alla storia delle istituzioni statuali di altri paesi, è un tempo breve, ma la Repubblica in Italia resiste.
Ottant'anni fa votò l'89.08% degli/delle aventi diritto. Le donne furono la maggioranza a votare e votarono per la prima volta dopo che, per tutto il secolo, le richieste di suffragio universale si erano mosse da parte delle donne anche in Italia. La Resistenza rappresentò per le italiane il banco di prova per l'esercizio della partecipazione politica "alla pari" con gli uomini, nel contributo che diedero in tutti i compiti che la lotta di Liberazione richiese, dimostrando sul campo la loro maturità politica.
(Dati dall'Archivio Eligendo, https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=02/06/1946&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S)
Così ricorda quel momento, in un passo famosissimo, Anna Garofalo, la giornalista antifascista, voce della radio alleata, che dal settembre 1944 tenne la rubrica "Parole di una donna":
"Lunghissima attesa davanti ai seggi. Sembra di essere tornati alle code per l'acqua, dei generi razionati. Abbiamo tutte nel petto un vuoto da giorni d'esame, ripassiamo mentalmente la lezione: quel simbolo, quel segno, una crocetta accanto a quel nome. Stringiamo le schede come biglietti d'amore..."
(tratto da L'italiana in Italia, Laterza, 1956)

(fotogramma delle donne al voto il 2 giugno 1946, tratto dal cinegiornale della Settimana Incom n. 00014, prodotto dall'Istituto Luce il 06/06/1946, Le elezioni per il referendum istituzionale e per la Costituente)
Gli italiani e le italiane in quel giorno votarono anche per il nuovo Parlamento che, come Assemblea Costituente, aveva l'incarico di dare al nostro Stato una nuova Costituzione che sostituisse lo Statuto Albertino, la legge fondamentale in vigore dall'unità d'Italia. In quel giorno, dunque, nacque anche la nostra Costituzione, in cui hanno trovato spazio con eguale valore anche le voci, gli interessi, le idee delle donne, attraverso il contributo delle 21 donne deputate dell'Assemblea Costituente. Erano il 4,6% dell'intera assemblea.

(Pagina della Domenica del Corriere, supplemento illustrato al Corriere della sera, 4 agosto 1946, pag. 3)
L'Assemblea Constituente era composta in massima parte da uomini e donne che avevano partecipato alla lotta di Liberazione, nella Resistenza. Insieme portarono in Parlamento e nel testo i valori e le idee dell'antifascismo nelle sue diverse componenti politiche, attuando miglior compromesso possibile per ridare al nostro paese il respiro della libertà, dell'uguarglianza sociale, della pace, dei diritti. Per questo la Repubblica è antifascista.

(Estate 1944, Gruppo di partigiani e partigiane in Valmalga)
La Repubblica quando nacque veniva da quella storia. In questi ottant'anni la sua storia, nel bene e nel male, è stata una costruzione corale e collettiva.
Il cammino tracciato ottant'anni fa grazie alle donne e agli uomini che ci hanno lasciato in eredità la Repubblica è ancora davanti a noi. E la scuola, come istituzione della Repubblica, è parte di questa storia e di questo impegno.

(Autore Mauro Biani, immagine tratta da internet)
E' un percorso da realizzare e da ripensare, alla luce del tempo presente, con lo stesso coraggio, la stessa fiducia nel futuro, la stessa volontà di migliorare la vita delle cittadine e dei cittadini, attraverso le istituzioni e la politica.
Buon 2 giugno, buona Repubblica!
CIDI Torino - APS
(2 giugno 2026)

