IL SIGNIFICATO DELLE “EDUCAZIONI” ALL’INTERNO DEI CURRICOLI/1

“Per poter cambiare la scuola occorre per prima cosa un esercizio di pensiero” (Riccardo Massa)

ESERCIZI DI PENSIERO/2026-18

IL SIGNIFICATO DELLE “EDUCAZIONI” ALL’INTERNO DEI CURRICOLI/1

 

Nella scuola il termine “educazione” fa spesso capolino affiancato ad alcune attività intra-curricolari finalizzate a veicolare, giustapposti all’istruzione, obiettivi comportamentali non esclusivamente cognitivi. Sono le tante educazioni che si affacciano continuamente a movimentare il tranquillo trascorrere della routine scolastica: stradale, sessuale, alla salute (evoluzione della e. sanitaria), ambientale, alla legalità, alla democrazia, all’affettività... sembra sia circolato un progetto di educazione al sottosuolo. 

Negli ultimi anni tutto è stato ricondotto al “rilancio” dell’Educazione civica. Altro problema che merita una riflessione specifica è quello legato alle “competenze non cognitive” (Non Cognitive Skills, soft skills o life skills). 

In questo esercizio mi voglio soffermare sul rapporto istruzione-educazione.

Viene a crearsi il rischio della contrapposizione tra percorso curricolare di istruzione e interventi “educazionali”: non è scritto da nessuna parte ma certo è presente del senso comune dell'operare a scuola che le "educazioni" si differenzino dalle altre materie curricolari perché portatrici di valori aggiunti e/o perché coinvolgenti oltre la sfera cognitiva anche quella del comportamento “valoriale”. 

La dimensione educazionale viene isolata ma paradossalmente risulta spesso caratterizzata da scarsa pervasività e scarsa persistenza proprio perché debole sul piano culturale.

Un elemento di debolezza è forse compreso nel modo di affrontare questi temi caratterizzato dal forte dualismo informazione-educazione; l'intervento viene cioè scomposto (in genere) in due tempi: 

-il tempo dell'informazione finalizzato a fornire tutte le informazioni ritenute necessarie, in modo "neutro" e "scientifico" (es. le informazioni sulle malattie, sulla droga, sull'AIDS, sui limiti delle risorse, sui rischi ambientali...) attraverso, possibilmente, un tecnico-specialista (leggi medico, tecnico esterno)

-il tempo (successivo, separato) dell'educazione, con attività di gruppo, gestito dall'insegnante nella veste di adulto "generico"; intervento che spesso si risolve in generici richiami ad un comportamento "sano", “normale”, “ecologico”. 

Questa descrizione è certo schematica e riduttiva ma spesso la scarsa produttività degli interventi di Educazione Ambientale, alla Salute, alla Cittadinanza (...) può ricondursi a cause legate a una impostazione di questo tipo in cui la valenza educativa è slegata da quella cognitivo-conoscitiva. (1 continua)



Domenico Chiesa

(3 luglio 2026)